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In elaborazione i nuovi Indici di affidabilità fiscale (ISA) per gli Psicologi

13-Oct-2017

L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento firmato e pubblicato in data 23 settembre, ha individuato le attività relativamente alle quali saranno approvati, attraverso un prossimo Decreto Ministeriale, i primi 70 indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
I nuovi indici, che verranno applicati già con riferimento al periodo d’imposta 2017, andranno a sostituire i vecchi studi di settore, i quali hanno trovato applicazione per l’ultima volta nelle dichiarazioni dei redditi relative all’esercizio 2016.
I primi 70 indici ISA, che saranno materialmente elaborati ed approvati solo nei prossimi mesi, sono così suddivisi:
1. 29 indici per il settore del commercio;
2. 17 indici per il comparto dei servizi;
3. 15 indici per il settore delle manifatture;
4. 9 indici per i professionisti.
Tra i primi indici elencati dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate sono presenti anche quelli che verranno applicati agli Psicologi nella prossima dichiarazione dei redditi.
Ricordiamo che gli ISA avranno il compito di esprime un giudizio in merito all’affidabilità fiscale del contribuente, graduando l’indice su una scala di valori compresa tra 1 e 10.
Tale grado di affidabilità avrà rilevanza:
1. Ai fini dell’accesso ad un “regime fiscale premiale” (solo per coloro che raggiungeranno un indice di affidabilità fiscale alto);
2. Ai fini della definizione, unitamente alle informazioni presenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate, di specifiche strategie di controllo basate sull’analisi del rischio di evasione fiscale.
Con riferimento alla categoria dei professionisti, i benefici previsti dal “regime fiscale premiale” per coloro che raggiungeranno un elevato indice di affidabilità fiscale possono essere così sintetizzati:
1. Esclusione dagli accertamenti fiscali basati su “presunzioni semplici” (Si tratta di accertamenti fiscali basati su informazioni meramente indiziarie raccolte dall’Amministrazione Finanziaria al di fuori della documentazione contabile);
2. Anticipazione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento (Il termine entro cui l’Amministrazione Finanziaria potrà effettuare accertamenti reddituali si ridurrà da 6 a 5 anni);
3. Riduzione della possibilità di “determinazione sintetica del reddito” da parte dell’Amministrazione Finanziaria (Si tratta di accertamenti fiscali fondati sulla ricostruzione indiretta del reddito attraverso l’analisi delle spese sostenute dal contribuente).
Così come avveniva per gli studi di settore, i contribuenti che raggiungeranno un indice di affidabilità fiscale basso, per migliorare il proprio profilo funzionalmente all’accesso al regime premiale, o comunque per ridurre il rischio di eventuali controlli, potranno indicare nella dichiarazione dei redditi ulteriori ricavi non risultanti dalle scritture contabili. Naturalmente, tali maggiori ricavi saranno soggetti a tassazione ai fini Irpef, Iva ed Irap.
Ricordiamo in ultimo che i nuovi ISA non troveranno applicazione per coloro che già in precedenza non erano soggetti agli studi di settore, come per esempio i contribuenti che hanno aderito ad uno dei regimi fiscali agevolati oggi esistenti (Regime forfettario – Regime dei contribuenti minimi).