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La delibera sulla residenzialità mette a rischio 700 posti di lavoro per gli psicologi

24-Sep-2015

In seguito  alla Deliberazione della Giunta Regionale 3 giugno 2015, n. 30-1517, Riordino della rete dei servizi residenziali della Psichiatria, Alessandro Lombardo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi Piemonte, vuole portare all’attenzione del Presidente della Regione Chiamparino, dell’Assessore alla Sanità Antonio Saitta, della Giunta Regionale, e di tutti i Consiglieri Regionali, le preoccupazioni anche per i riflessi occupazionali che tale delibera pone in essere.
 
“Il riordino del settore della residenzialità è questione delicata. Ed ho sempre sostenuto che fosse necessario mettervi ordine” dichiara Alessandro Lombardo. "Quel che è certo" specifica il Presidente "è che il rischio che si corre è quello di stravolgere un sistema che, pur con  tutte le pecche dovute ad una normativa ormai vetusta e da rivedere (la DGR 357), si poneva comunque nel pieno del solco segnato dalla riforma Basaglia".
 
“Non posso inoltre pensare che - nelle giuste e necessarie azioni di riordino, di governo, di pianificazione di una questione centrale per le politiche socio-sanitarie regionali come la residenzialità psichiatrica - non vi sia, da parte della Giunta e del Consiglio Regionale, una parallela presa in carico anche dei riflessi occupazionali che tale riordino pone in essere."
 
Dalle stime in possesso dell’Ordine Psicologi Piemonte, circa 700 psicologi, una volta entrata in vigore la delibera, rischiano di perdere il posto di lavoro.
 
"In questi giorni ho avuto modo di interloquire con l'Assessore Saitta e con il direttore De Micheli. Con loro abbiamo avviato un percorso di analisi che ci dovrebbe portare a trovare una soluzione per tutti gli psicologi che lavorano in questo settore".

L'Ordine degli Psicologi, ha deciso di non presentare ricorso per la Delibera 30, pur rimanendo in stretto contatto con i soggetti che al momento hanno presentato ricorso al TAR.

"Quello che auspico, è che prevalga su tutto il senso di responsabilità, e che si sia in grado di trovare una soluzione che tuteli tutti, pazienti in primis" conclude il Presidente Alessandro Lombardo.