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Coronavirus: Aggiornamenti per le Psicologhe e gli Psicologi del Piemonte

02-May-2020

Gentile Collega,

riteniamo utile condividere con Te alcune indicazioni pratiche per la professione alla luce delle nuove “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, che, con il DPCM del 26 aprile 2020, si applicheranno dal 4 maggio e saranno efficaci fino al 17 maggio 2020, e del Decreto del Presidente della Regione Piemonte del 2 maggio 2020, n. 50, contenente “Disposizioni attuative per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Dal prossimo 4 maggio, in particolare, il Governo consente una parziale riapertura di molte attività lavorative. L’Unità di Crisi invita inoltre le Aziende Sanitarie a predisporre l’elaborazione e l’attuazione di un piano per il progressivo ritorno all’operatività pre-COVID sia per l’area ospedaliera sia per l’area territoriale.

L’Ordine degli Psicologi del Piemonte desidera offrire indicazioni alle Colleghe e i Colleghi che intendono riprendere gradualmente la propria attività in studio, ferme restando la validità e l’utilità dell’attività da remoto (telefonica o telematica) che, su valutazione del singolo professionista, potrà essere protratta nel tempo. 

Nel DPCM è ribadita l’autorizzazione agli spostamenti su territorio regionale per motivazioni sanitarie, tra le quali rientrano anche le attività psicologiche svolte sia presso strutture pubbliche sia presso studi privati. Questo era già indicato dal Decreto n. 34 del 21 marzo 2020 del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, che recita: “Sono esclusi dalla […] chiusura [degli studi professionali] tutti gli studi medici e/o sanitari e di psicologia”.

Per gli spostamenti per motivi di lavoro non è più indispensabile l’autocertificazione. Per le Colleghe e i Colleghi che si recano presso il proprio luogo di lavoro sarà sufficiente portare con sé il tesserino di iscrizione all'Ordine, mentre per i loro pazienti, clienti, utenti e fornitori permane l’obbligo della compilazione del modello di autodichiarazione degli spostamenti. Il modello è scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno (https://www.interno.gov.it/); l’autodichiarazione degli spostamenti potrà essere fatta anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle Forze di Polizia.


Anche in ambito psicologico, il professionista ha la responsabilità della tutela delle persone che operano o accedono al proprio studio. Il sopra citato DPCM precisa che il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della Salute sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e [che] i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della Salute” (art. 3, comma 1, lettera a). La raccomandazione della sanificazione dei luoghi di lavoro (art. 1, comma 1, lettera ii, punto d) riguarda indubbiamente anche gli studi professionali psicologici. È inoltre “raccomandata l’applicazione delle misure di prevenzione igienico-sanitarie” di cui all’Allegato 4 (art. 3, comma 1, lettera g), che, per Tua comodità, viene qui di seguito proposto.

1) Lavarsi spesso le mani, mettendo a disposizione in tutti i locali pubblici [inclusi gli studi professionali] soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani. 

2) Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

3) Evitare abbracci e strette di mano.

4) Mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro.

5) Praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto, evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).

6) Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri.

7) Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

8) Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

9) Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

10) Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

11) È fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie. 

Tutto quanto sopra richiamato, e fermo restando che quanto suggerito ha valore fino all’uscita di nuovo DPCM o di un nuovo Decreto del Presidente della Giunta del Piemonte che potrebbero modificare limitazioni e prescrizioni, riteniamo che le Colleghe e i Colleghi dovrebbero considerare le indicazioni sotto riportate, per quanto attiene la gestione dei propri luoghi di lavoro, al fine tutelare la propria salute e quella dei propri pazienti, clienti o utenti e ridurre il rischio di contenziosi legali.

a.      Garantire la corretta e periodica sanificazione dello studio, con particolare attenzione alle superfici maggiormente soggette a contatto, utilizzando sia disinfettanti a base alcolica sia prodotti a base di cloro. Arieggiare inoltre regolarmente lo studio possibilmente dopo ogni colloquio con paziente, cliente o utente. Al fine di evitare o, quantomeno, limitare il ricircolo dell’aria, in ambienti dotati di sistema di condizionamento per riscaldamento/rinfrescamento si suggerisce di tenere l’impianto disattivato o, in caso di impossibilità, di provvedere a una sua regolare pulizia e manutenzione, seguendo le indicazioni del produttore. Ricordiamo che, allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro quale misura di contenimento del contagio, il Decreto Legge “Cura Italia” ha previsto che “ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione [sia] riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta, nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di € 20.000 per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di € per l’anno 2020” (Decreto Legge del 17 marzo 2020, n. 18, Art. 64).

b.     Dotarsi di dispositivi di protezione individuale (DPI), ovvero mascherine e lenzuoli di carta monouso per sedie, poltrone e lettini, per se stessi e mettendoli a disposizione dei pazienti, clienti, utenti e/o fornitori. Relativamente all’“obbligo […] di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico”, il recente DPCM specifica che “non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti” (art. 3, comma 2). 

c.    Prevedere la presenza, all’ingresso del proprio luogo di lavoro, di gel igienizzanti idroalcolici, a disposizione propria e dei pazienti, clienti o utenti, che saranno invitati a farne uso al momento dell’accesso e dell’uscita dallo studio, e in particolare prima e dopo la manipolazione di test, giochi e altri oggetti finalizzati al trattamento. La strumentazione testistica e clinica andrà inoltre sanificata dopo ogni utilizzo. Per il lavaggio delle mani si suggerisce l’uso di saponi in caso di utilizzo con acqua oppure, in assenza di acqua o per praticità, di igienizzanti per le mani (hand sanitizer) a base alcolica. 

 

d.   Mettere a disposizione di pazienti, clienti, utenti  che accedono allo studio confezioni di fazzoletti di carta “a strappo”, i quali, per essere presi, non richiedono di maneggiare la confezione; per i servizi igienici, prevedere l’utilizzo di copri-water monouso in carta. In caso di utilizzo di fazzoletti di carta venuti a contatto con secrezioni respiratorie o lacrime, occorre prestare cura al loro smaltimento in appositi contenitori e all’immediato lavaggio delle mani dopo tosse, starnuti o contatto con lacrime o con i fazzoletti utilizzati.

e.    Assicurare la distanza di almeno uno o, preferibilmente, due metri dai propri pazienti, clienti o utenti, in considerazione anche della grandezza dello studio.

f.    Evitare la presenza di più di un paziente, cliente, utente  in sala d’attesa, a meno che si tratti di componenti di un medesimo nucleo familiare/affettivo che si assiste congiuntamente. Si suggerisce pertanto di organizzare gli appuntamenti in modo tale che, tra un incontro e l’altro, intercorra un tempo sufficiente per le operazioni sanificazione dell’ambiente e di ricambio dell’aria. Questo è raccomandato naturalmente sia per studi a gestione individuale sia per studi di professionisti associati.

g.  Privilegiare forme di pagamento con intermediazione digitale (carta di credito, carta di debito, bancomat, bonifico bancario o dispositivo elettronico), al fine di ridurre le occasioni di contatto con superfici potenzialmente infette (oltre che, naturalmente, per beneficiare da parte dei pazienti, clienti o utenti della detrazione IRPEF del 19% vincolata all’obbligo di tracciabilità dei pagamenti per le spese sanitarie, come previsto dalla Legge di Bilancio 2020).

h.   Verificare che pazienti, clienti, utenti siano a conoscenza dell’importanza di non recarsi presso lo studio nel caso in cui risultino affetti da sintomi influenzali o para-influenzali e/o nel caso in cui fossero entrati in contatto con soggetti risultati positivi al COVID-19. Naturalmente, tale accorgimento è da applicarsi anche nel caso in cui sia Tu a presentare tali sintomi oppure se Tu stesso fossi entrato in contatto con un soggetto positivo al COVID-19. In tali condizioni, naturalmente, la prestazione psicologica non potrebbe essere erogata e, in caso di contatto diretto, dovrebbero essere attivate le misure sanitarie emergenziali previste. Occorre anche comunicare ai Tuoi pazienti, clienti o utenti di avvisarTi nel caso in cui risultassero positivi al COVID-19 nell’arco dei 15 giorni successivi a un incontro presso lo studio.

i.     Esporre all’ingresso dello studio informazioni chiare per l’accesso e il comportamento negli ambienti.

j.     In riferimento alle attività psicologiche rivolte ai bambini e agli adolescenti, pur non esistendo il divieto di effettuare attività di sostegno psicologico e attività clinica in presenza, il suggerimento è privilegiare modalità di intervento da remoto, relazionandosi con l’individuo minorenne attraverso modalità interattive online come le videochiamate. In casi particolarmente complessi è possibile organizzare l’incontro con il minore in presenza, nel rigoroso rispetto di tutte le misure di sicurezza, adottando le norme sanitarie di prevenzione igienico-sanitarie, il mantenimento del distanziamento fisico tra persone, l’igienizzazione delle superfici e la sanificazione degli ambienti di incontro, al fine di rendere lo studio un ambiente sicuro. Il professionista valuterà responsabilmente i casi in cui la complessità o gravità della situazione richiederà un incontro in presenza e predisporrà le modalità con cui organizzare tempo e spazio di attesa del genitore che accompagnerà l’individuo minorenne. 

k.   Per quanto concerne le attività professionali inerenti l’ambito giuridico-forense, la necessità di individuazione di nuove modalità operative in relazione all’emergenza COVID-19 ha tenuto conto della possibilità, quando praticabile, che tali attività possano svolgersi in remoto, utilizzando gli strumenti tecnologici di comunicazione e di interazione a distanza, in linea con le indicazioni offerte dagli Organi competenti, dalle Leggi e da altre specifiche disposizioni locali. Nel corso delle operazioni peritali e consulenziali, il professionista deve operare seguendo le indicazioni ricevute dal Tribunale, concordando modalità di conduzione delle attività, ove possibile, da remoto, nel rispetto del contesto normativo di riferimento e assicurando la tutela e la protezione dei dati sensibili. Là dove l’attività in remoto non fosse praticabile, come potrebbe essere per esempio nelle Consulenze Tecniche d’Ufficio sull’affidamento dei figli, sarà cura del professionista richiedere eventuali sospensioni o posticipi, almeno che non sia stabilito dal Giudice un termine perentorio. Nel caso di specie, gli unici incontri che potrebbero essere svolti da remoto sono quelli tra Consulenti. Per informazioni in merito al contesto giuridico-forense, si rimanda al documento CNOP: "Attività psicologica in campo giuridico":

https://www.psy.it/attivita-psicologica-in-campo-giuridico.html

 

L’Ordine mette a disposizione, per chi fosse interessato, una serie di modelli preimpostati e adattabili, e in particolare un modulo con il quale il paziente, cliente o utente autocertifica:

a)   di non avere sintomi riconducibili al COVID-19;

b)   di non essere in periodo di quarantena.
Il modulo è il primo reperibile a questo link:

 

https://www.ordinepsicologi.piemonte.it/servizi/modulistica_covid-19

 

A questo proposito, sperando di farTi cosa gradita e utile, Ti informiamo che è in corso di allestimento, nel sito web istituzionale, una specifica sezione denominata "COVID-19 Utilities per la Psicologia: teoria, ricerca e pratica", nella quale potrai trovare a breve il seguenti tipi di documenti: 


1.     Tutte le Newsletter dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, ordinate per data e contenenti le principali indicazioni dell’Ordine regionale sul tema.

2.     Una selezione delle principali Linee-guida, nazionali e internazionali, per il lavoro psicologico in tempo di pandemia.

3.     Una selezione di articoli scientifici, nazionali e internazionali, per lo più in modalità open access, di ricerca e applicazione del lavoro psicologico nell’ambito del trattamento delle Sindromi Respiratorie Acute Gravi e, in particolare, del COVID-19.

4.     Webinar e risorse audio e video, con finalità formativa e informativa, sul lavoro psicologico in tempo di pandemia.

5.     Modulistica utile alla pratica psicologica in relazione alle limitazioni ed esigenze connesse all’attuale emergenza sanitaria.

6.     Iniziative di ricerca psicologica in relazione all’emergenza COVID-19.

Invitiamo le Colleghe e i Colleghi a contribuire ad ampliare la sezione, suggerendo contributi, iniziative e materiali non ancora inseriti.

A questo proposito, siamo lieti di informarTi di una nuova collaborazione del Tuo Ordine regionale con la American Psychological Association (APA), che ha accolto la proposta di condividere regolarmente nella nostra pagina “COVID-19 Utilities per la Psicologia” le proprie risorse video sul tema del lavoro psicologico al tempo dell’emergenza COVID-19. Si lavorerà per avviare, nel prossimo periodo, iniziative congiunte con l’APA, prestigioso Ente scientifico e professionale statunitense, delle quali sarà nostra cura dare tempestiva informazione. 

Ti rendiamo noto, ancora, che in data 22 aprile il Consiglio dell’Ordine regionale ha deliberato l’istituzione della Consulta dei Giovani Psicologi, composta da Colleghe e Colleghi under 35. Rimandiamo a un momento successivo un’informazione più dettagliata dedicata alla costituzione, alle modalità di adesione e ai tempi di avvio dell’attività della Consulta.

Relativamente alla Newsletter inviata in data 14 aprile, “Erogazione Crediti ECM”, specifichiamo che non è più in vigore la soglia massima di 75 crediti conseguibile annualmente. Ci scusiamo per il refuso. Ogni Collega potrebbe quindi conseguire anche in un unico anno i 150 crediti previsti per il triennio. In ogni caso, Ti anticipiamo che sarà quasi certamente rivisto dalla Commissione nazionale ECM il sistema dei crediti ECM per l’anno in corso, in considerazione dell’attuale emergenza sanitaria.

RingraziandoTi per l‘attenzione e restando come sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento, indicazione o esigenza, cogliamo l’occasione per inviarTi, a nome di tutto il Consiglio regionale, i saluti più cordiali.

Il Presidente
Giancarlo MARENCO

La Vicepresidente
Georgia ZARA

Il Segretario
Riccardo BERNARDINI

Il Tesoriere
Andrea LAZZARA